Vent’anni fa ci lasciava Papa Wojtyla, il rivoluzionario

Papa Giovanni Paolo II – Papa Wojtyla

Alle 21:37 del 2 aprile 2005, esattamente vent’anni fa, ci lasciava Papa Wojtyla, il Papa rivoluzionario, colui che 24 ore prima del suo addio esclamò queste parole: “vi ho cercato, siete venuti da me e per questo vi ringrazio”. Si assopì dolcemente, come comunicato dalla Santa Sede: “il Papa è morto. È morto guardando la finestra, raccolto in preghiera”.

E’ stato il primo Papa straniero dopo 4 secoli. Il suo pontificato è stato il più lungo della storia, durato ben 26 anni, 5 mesi e 17 giorni.

Dobbiamo dire grazie a Papa Wojtyla se oggi abbiamo Papa Francesco al pontificato, fu lui a consegnargli il berretto rosso da Cardinale durante il concistoro del 2001. All’epoca Papa Francesco, nella persona di George Mario Bergoglio, era Arcivescovo in Argentina – a Buenos Aires. Sembrerebbe proprio che ci sia un filo sottile che collega i due papi Wojtyla e Bergoglio, entrambi, nonostante la malattia, con la ferrea volontà di adempiere alla missione a capo della chiesa cristiana fino alla fine, diversamente da Papa Ratzinger che preferì a suo tempo dimettersi dal pontificato.

Un Papa conservatore nella dottrina ma al tempo stesso rivoluzionario, che ha cambiato il mondo, contribuendo in modo decisivo al crollo delle dittature comuniste, a cominciare da quella nella sua amatissima Polonia e fino alla caduta del Muro di Berlino. Papa Giovanni Paolo II ha avuto un Pontificato straordinario, durante il quale ha proclamato 482 santi e 1345 servi di Dio, creato 231 cardinali e compiuto 170 viaggi apostolici in 129 paesi. È stato un Papa globetrotter, unendo i popoli attraverso i suoi spostamenti e il dialogo interreligioso, come dimostrato dalle storiche Giornate di Assisi e dal perdono agli ebrei e a Galileo Galilei.

Le sue encicliche (14) e i suoi libri hanno arricchito il patrimonio della Chiesa. Il rapporto con le altre confessioni religiose è stato fondamentale, culminando nell’apertura della Porta Santa del Giubileo 2000 insieme a figure ecumeniche. Momenti iconici del suo Pontificato includono la sua denuncia della mafia in Sicilia nel 1991. La sua immensa influenza sulla Chiesa e sulla storia mondiale ha portato alla richiesta di un “Santo subito” dopo la sua morte.

A ricordare quei momenti, nella notte del 2 aprile di vent’anni fa, quando “il mondo si è fermato“, il Cardinale Konrad Krajewski – oggi Elemosiniere del Papa. In un’intervista afferma: “Il mondo si è inginocchiato, qui in Piazza San Pietro”. Tutte le strade erano piene di gente e tutt’intorno regnava un silenzio assoluto, non c’era nessuno nei negozi o nei ristoranti, tutti rimasero in preghiera. Era come se la tensione legata alla scomparsa di Giovanni Paolo II fosse improvvisamente “caduta” per lasciare spazio alla riflessione: “E si vedeva negli occhi delle persone. Ci siamo chiesti tutti perché non eravamo come Giovanni Paolo II, perché lui era un santo, e con tutto questo, con la sua vicinanza, non eravamo così”.

L’Elemosiniere pontificio – Konrad Krajewski – sottolinea che il pontificato del Papa polacco è stato un periodo che abbiamo potuto seguire “da vicino” grazie ai media. Ecco perché questo “mondo si è fermato ed è stata probabilmente la prima volta nella storia della morte di un Papa che l’abbiamo vissuta in questo modo”.

Alle ore 15:00 di questo pomeriggio, il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, presiederà la messa nella Basilca di San Pietro. Sull’altare ci sarà anche il Cardinale Stanisław Dziwisz, già segretario particolare di Wojtyla, al quale Francesco, lo scorso febbraio, ha inviato una lettera assicurando la sua benedizione ai partecipanti. Stasera, alle 21:00 ci sarà quindi il Rosario in Piazza S. Pietro promosso dalla chiesa polacca a Roma.

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