Il concetto di “digiuno intermittente” è diventato sempre più popolare negli ultimi anni, grazie anche a numerosi studi scientifici che ne hanno esplorato i benefici. Uno di questi studi, condotto dalla University of Colorado School of Medicine e pubblicato su Annals of Internal Medicine, sotto la direzione di Victoria Catenacci – Professore di Medicina associato all’Università del Colorado, che ha osservato che il digiuno intermittente diventa più facile da seguire nel tempo rispetto alla restrizione quotidiana di calorie, poiché il corpo si abitua più facilmente. I partecipanti hanno ricevuto il supporto di dietologi e esperti di fitness, che li hanno aiutati nel seguire il regime e nel mantenere uno stile di vita sano.
Il digiuno intermittente, che si basa sulla riduzione drastica delle calorie in determinati giorni della settimana, è stato esplorato in vari formati, ma lo studio in questione si è concentrato sulla modalità “4:3”, ovvero con quattro giorni di alimentazione libera e tre giorni in cui l’apporto calorico veniva ridotto dell’80%. In questo studio, hanno partecipato 165 adulti in sovrappeso o obesi, ai quali è stato chiesto di seguire il regime dietetico per 12 mesi. Sono stati divisi in due gruppi: uno ha seguito il regime di digiuno intermittente e l’altro ha seguito una dieta tradizionale con il 35% in meno di calorie rispetto al normale consumo.
I risultati del progetto hanno mostrato che, dopo 12 mesi, il gruppo che ha seguito il digiuno intermittente ha perso in media circa 8 kg in più rispetto al gruppo che ha seguito la dieta ipocalorica quotidiana, ottenendo una riduzione del 7,6% del peso corporeo contro il 5% degli altri. Un altro dato interessante è che il 58% dei partecipanti al gruppo del digiuno intermittente ha perso almeno il 5% del peso corporeo, rispetto al 47% di coloro che seguivano la dieta a restrizione calorica.
Gli effetti positivi del digiuno intermittente non si sono limitati alla sola perdita di peso. I partecipanti del gruppo che ha seguito questo regime hanno mostrato miglioramenti anche su alcuni indicatori di salute cardiometabolica, come la pressione sanguigna e i livelli di cortisolo, un ormone legato allo stress. I ricercatori hanno notato che il digiuno intermittente potrebbe risultare più facile da seguire rispetto alle diete tradizionali, poiché non richiede un controllo quotidiano delle calorie e offre una maggiore flessibilità.
Secondo Annamaria Colao – Professoressa ordinaria di endocrinologia all’Università Federico II di Napoli, il digiuno intermittente è una pratica che sta acquisendo popolarità e che può avere effetti positivi non solo sulla perdita di peso, ma anche sulla salute metabolica e sulla rigenerazione cellulare. Colao ha sottolineato che il regime di digiuno intermittente, come quello del tipo “4:3” citato all’inizio, ha mostrato miglioramenti anche nei parametri legati all’eccesso di peso, come la pressione sanguigna e i livelli di glucosio a digiuno.