Papa Francesco: finalmente a casa

Papa Francesco al Policlinico Gemelli

Alle 12 e 02, Papa Francesco, sotto gli occhi di tutto il mondo, si è affacciato al balconcino del quinto piano del Policlinico “Agostino Gemelli”. Era seduto sulla sedia rotelle e senza alcun supporto per la respirazione.

Appariva molto affaticato, ma al tempo stesso con il volto sorridente e ha rivolto poche parole ad uno dei tanti fedeli presenti. La donna è originaria di Monterosso, nel vibonese e ha detto:“doveva dare la benedizione e ha visto il mio fascio di rose gialle, gli aiguro di guarire presto”. Il Pontefice ha poi impartito la benedizione, ma ha avuto un attimo di difficoltà respiratoria ed è stato immediatamente riportato all’interno della stanza.

Dopo circa 30 minuti, a bordo della sua Fiat 500 bianca, è uscito dal Policlinico e si è diretto verso la sua residenza a Santa Marta. Giunto però quasi all’ingresso di Via della Stazione Vaticana, che porta alla residenza papale, con sorpresa di tutti, ha deciso di fare una deviazione per dirigersi verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, come è suo solito ogni qualvolta che il Ponteficie è rientrato da una missione internazionale. Ha consegnato al Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete coadiutore della Basilica, un mazzo di fiori da porre davanti all’icona della Vergine Salus Populi Romani.

Immediatamente la Questura ha predisposto l’organizzazione dei un nuovo percorso e la sosta del Papa presso la Basilica, dalla quale è ripartito dopo pochi minuti.

E’ giunto in prossimità dell’ingresso vaticano del Perugino dal quale si accede alla residenza di Santa Marta, ma poco prima l’autovettura del Papa si è nuovamente fermata, perché il Pontefice ha voluto salutare i militari del posto di controllo di Strade Sicure, che permanentemente presidiano l’ingresso della Città del Vaticano, e ha salutato anche un paio di residenti, che sono riusciti ad avvicinare la vettura del Papa.

Successivamente il corteo papale si è diretto all’interno del Stato del Vaticano per far sì che il Papa tornasse, finalmente, dopo 38 giorni nella sua abitazione, dove lo aspettano due mesi di riabilitazione, di terapie e di assistenza da parte del personale sanitario dello Stato Pontificio.