Il nuovo Decreto Sicurezza, approvato venerdì 4 aprile dal Consiglio dei Ministri, accende il confronto tra magistratura, forze politiche e rappresentanti della sicurezza pubblica. Il provvedimento, che interviene su vari fronti dell’ordine pubblico, è stato accolto da reazioni contrastanti: critiche forti da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), plausi dai funzionari di polizia e una dura replica della Lega.
Secondo il Segretario generale dell’Anm Rocco Maruotti il decreto “lancia un messaggio inquietante” e ha come obiettivo quello di “creare un problema che non esiste” e di “porre le basi per la repressione del dissenso”. Maruotti ha sottolineato che non vi è alcuna emergenza reale in tema di ordine pubblico e che il decreto appare più come uno strumento ideologico che normativo.
A queste parole ha replicato duramente la Lega, con il Vicesegretario Andrea Crippa che indica la posizione dell’Anm “l’ennesimo sciagurato attacco alla politica”. Per Crippa, l’Associazione dovrebbe “rispettare l’autonomia del Governo e del Parlamento”.
Più articolata la posizione del Presidente dell’Anm Cesare Parodi, che definisce il decreto “molto complesso”, in grado di raccogliere un consenso anche forte ma destinato a sollevare altrettanto forte dissenso. “Interviene su settori delicati dell’ordine pubblico – afferma Parodi – ma introduce anche misure restrittive che potrebbero creare problemi interpretativi e applicativi”. Parodi ha riconosciuto alcuni aspetti positivi del testo, come l’attenzione verso le truffe agli anziani.
Sul fronte opposto, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia accoglie positivamente il decreto. “Le misure introdotte rappresentano un importante passo avanti nella tutela degli operatori delle forze dell’ordine”, dichiara il Segretario Enzo Letizia. Tra le disposizioni ritenute fondamentali ci sono il rafforzamento del rimborso delle spese legali in caso di procedimenti per fatti di servizio e la conferma dell’uso delle bodycam nei servizi di polizia.
“Si tratta di strumenti essenziali di trasparenza e tutela reciproca – sottolinea Letizia – soprattutto in situazioni ad alta conflittualità. Il decreto risponde concretamente alle esigenze di chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini”.
Il Decreto Sicurezza si configura dunque come una norma destinata ad avere un impatto profondo sia sul piano normativo sia su quello politico. La sua attuazione, così come le reazioni che sta generando, segna un nuovo punto di tensione tra poteri dello Stato e apre un confronto che potrebbe estendersi anche al dibattito parlamentare nelle prossime settimane.