Pecoraro Scanio: “In piazza per la pace il doppio di Piazza del Popolo”

“Ai Fori Imperiali circa 100.000 persone, almeno il doppio di quelle di Piazza del Popolo, superando ogni previsione. Governo e opposizioni ascoltino la richiesta di no alle armi, ampiamente maggioritaria in Italia e in Europa”. Con queste parole Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro e Presidente della Fondazione UniVerde, ha commentato dal Colosseo il successo della manifestazione nazionale promossa dal Movimento 5 Stelle contro il piano europeo di riarmo.

Una folla “straordinaria”, composta da giovani, associazioni, realtà politiche e sociali, ha animato la capitale per chiedere con forza “no alla guerra, no al riarmo, sì alla pace”, come ha ribadito Pecoraro Scanio: “Una straordinaria manifestazione per la pace, contro le armi e contro la guerra. Decine di migliaia di persone hanno partecipato con entusiasmo e determinazione: un successo davvero eccezionale”.

“Ancora adesso – ha proseguito – migliaia di persone continuano ad affluire, con il sorriso e con la voglia di impegnarsi per la pace. È fondamentale che Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle abbiano avuto la determinazione di promuovere questa manifestazione, dando voce a un sentimento diffuso in tutto il Paese”.

Pecoraro Scanio ha evidenziato con soddisfazione la pluralità delle presenze in piazza: “Colpisce positivamente la presenza di tante realtà, anche con opinioni diverse, unite oggi da un messaggio chiaro e condiviso: no al riarmo, no alla guerra. Sì alla pace”.

Infine, l’ex Ministro ha voluto sottolineare l’importanza dell’impegno condiviso di personalità e forze politiche: “È importante la partecipazione di Francesco Boccia e Annalisa Corrado del PD, e di tante personalità della sinistra e degli ecologisti come Michele Santoro, Loredana De Petris, Fassina e Cento, ma soprattutto di tante associazioni e giovani. Serve un’alternativa di popolo alla destra, basata su ideali comuni e proposte chiare e innovative, che guardino a un futuro ecodigital e di giustizia sociale e climatica, e non alla nostalgia delle pur rispettabili coalizioni del passato”.