“Il Parco Nazionale del Matese deve finalmente vedere la luce“. Con queste parole, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente, ha ribadito l’urgenza di attuare la legge del 2017 che ne prevede l’istituzione. Il tema è stato al centro di un incontro svoltosi lunedì alla Camera dei Deputati, che ha visto la partecipazione di parlamentari, tra cui il senatore Domenico Matera, il vicepresidente della Camera, Sergio Costa, e del Senato, Mariolina Castellone, del deputato Alessandro Caramiello, dell’avvocato Maurizio Balletta, rappresentanti del settore agricolo, delle aree protette e di associazioni ambientaliste come Italia Nostra, Touring Club e WWF.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha evidenziato l’importanza naturalistica dell’area, sottolineando i benefici del Parco sia dal punto di vista ambientale che economico. Secondo i dati, l’istituzione del Parco Nazionale del Matese permetterebbe di tutelare la biodiversità e delle risorse idriche, comprese le acque sotterranee, valorizzare il turismo sostenibile, sia sul versante campano che molisano, sostenere le comunità locali, evitando lo spopolamento dei borghi appenninici e rilanciare l’economia locale, con nuove opportunità per agricoltori e allevatori. Nonostante questi vantaggi, permangono ostacoli burocratici e resistenze locali. “Le opposizioni sono spesso basate su informazioni errate – ha sottolineato Gaetano Benedetto, presidente Centro Studi WWF Italia – Tutto ciò che si dice contro il Parco è falso”.
Un ulteriore impulso all’istituzione del Parco Nazionale del Matese arriva da una recente sentenza del Tribunale. Grazie a un ricorso di Italia Nostra, è stato stabilito che se entro il 22 aprile il Ministero dell’Ambiente non procederà con la perimetrazione, interverrà un commissario ad acta. Pecoraro Scanio ha commentato: “Sono certo che il Ministero non voglia rinunciare a una sua competenza e lasciarla a un commissario”, esortando a un’azione immediata per rispettare la legge.
Uno dei nodi principali riguarda le norme di salvaguardia, che dovrebbero essere aggiornate per rispondere alle esigenze attuali delle comunità locali. L’ex ministro ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile: “Le regole devono essere intelligenti e adeguate ai tempi, ma non possono diventare un pretesto per bloccare un’opera fondamentale”.
L’obiettivo è creare un Parco Nazionale del Matese che sia un modello di gestione sostenibile, superando rigidità normative ormai obsolete e ascoltando le istanze delle amministrazioni locali.