I dazi sono tornati al centro del dibattito economico e politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Ma cosa sono esattamente e perché contano così tanto per l’Italia e l’Europa?
I dazi sono imposte applicate sulle merci importate da un altro paese. Vengono calcolati in percentuale sul valore del prodotto e pagati alla dogana dal paese che riceve le merci. Ad esempio, se un’azienda americana importa un bene da 10.000 dollari e il dazio è del 20%, dovrà versare 2.000 dollari allo Stato, aumentando così il prezzo finale del prodotto. In pratica, possono far salire i costi per consumatori e imprese.
L’obiettivo principale dei dazi è rendere meno competitivi i prodotti stranieri rispetto a quelli nazionali, incoraggiando i consumatori a preferire beni “locali”. Tuttavia, la loro efficacia è oggetto di discussione. Il comportamento reale dei consumatori non dipende solo dal prezzo, ma anche da fattori come la qualità o la disponibilità del prodotto.
Se la domanda di un bene è rigida – cioè il prodotto è difficile da sostituire – il costo del dazio viene spesso trasferito ai consumatori. Se invece la domanda è più elastica, il produttore estero potrebbe essere costretto ad abbassare i prezzi per mantenere le vendite, subendo direttamente l’effetto della tariffa doganale.
In ogni caso, l’impatto finale dei dazi tende a tradursi in un aumento dei prezzi, contribuendo a una crescita dell’inflazione.
I governi incassano direttamente i dazi, ma i consumatori – soprattutto quelli con redditi più bassi – rischiano di pagarne il prezzo più alto. I dazi possono colpire beni di largo consumo, influenzando il costo della vita. D’altra parte, se ben progettati, possono proteggere settori industriali fragili dalla concorrenza estera, sostenendo l’occupazione.
Nel caso dell’Unione Europea, che è un’unione doganale, le politiche sui dazi sono comuni: i singoli Stati non possono introdurre dazi autonomamente. Il gettito derivante rappresenta una parte importante del bilancio europeo – circa il 14%.
Negli ultimi decenni, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha cercato di limitare l’uso dei dazi, promuovendo il libero scambio. Tuttavia, esistono eccezioni, come i dazi “antidumping” per contrastare concorrenze sleali, o quelli strategici legati alla sicurezza nazionale.
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno usato entrambi questi strumenti, specialmente nei confronti della Cina e, in parte, dell’Europa. L’amministrazione Trump aveva introdotto dazi su prodotti europei – inclusi agroalimentari italiani – sostenendo che certi settori dovevano essere protetti. E una nuova vittoria di Trump potrebbe riportare in auge questa politica.
Nel 2023 l’Italia ha esportato beni per 67,3 miliardi di euro negli Stati Uniti, a fronte di importazioni per 25,2 miliardi. Un saldo commerciale fortemente positivo, che rende gli USA il secondo partner commerciale italiano dopo la Germania.
I dazi potrebbero quindi colpire duramente alcuni settori chiave del made in Italy, come meccanica, chimica, farmaceutica e agroalimentare. Già tra il 2018 e il 2019, l’amministrazione Trump introdusse tariffe su formaggi e altri prodotti europei. Tuttavia, il danno effettivo per l’Italia fu contenuto grazie a un’intensa attività diplomatica, che portò a un’applicazione parziale delle misure.
Secondo SACE, l’agenzia pubblica per il sostegno all’internazionalizzazione, gli effetti sul commercio italiano furono limitati, anche perché in alcuni casi l’Italia riuscì a sostituirsi a fornitori asiatici colpiti da misure più severe.
Se i dazi dovessero essere reintrodotti in modo sistematico, le conseguenze sarebbero più ampie: non solo aumenti di prezzo, ma anche possibili ritorsioni da altri paesi e una generale riduzione degli scambi globali. Alcune stime parlano di un possibile dimezzamento del commercio internazionale nei prossimi anni in caso di escalation protezionistica.
Per l’Italia, che basa una parte significativa della propria economia sull’export, una simile evoluzione rappresenterebbe un rischio da monitorare attentamente.