Chi è “Claude AI” e perché ha funzionalità migliori di altri Chatbot

Intelligenza artificiale

Cresce la competizione fra i vari chatbot perché dallo scorso maggio, con la sopraggiunta di Claude AI, la famiglia dei large language models (LLM) di Anthropic si è allargata. Dapprima in voga in America poi in tutta Europa. Al suo interno Claude AI presenta tre modelli: il primo è Haiku – più veloce e leggero rispetto agli altri, il secondo è Opus – definito come il più potente, può gestire analisi complesse, attività divise in più procedure e dimostra capacità di sviluppo del codice più significative rispetto agli altri. Infine il terzo è Sonnet, il compromesso fra i due, che combina la velocità con i compiti più difficili.

Scopriamo quali sono le sue funzionalità e perché la competizione si sta diramando. Claude AI funziona con un classico comando testuale e di conseguenza fornisce una risposta, può semplificare (come se stesse spiegando il concetto ad un bambino), può descrivere accuratamente un’immagine o dei documenti, può anche generare il codice di un sito web per dei progetti e infine è in grado di tradurre paragrafi in altre lingue proprio perché l’LLM è stato addestrato affinché potesse comprendere inglese, arabo, francese, italiano e altre lingue ancora.

Claude AI di Anthropic sarebbe più capace delle concorrenti nell’evitare di generare informazioni fuorvianti, anche con i testi più lunghi. Secondo le dichiarazioni ufficiali sembrerebbe essere per ben dieci volte più capace di difendersi dai cosiddetti “jailbreak”, cioè i tentativi di aggirare le misure di protezione che sono state insegnate all’IA durante l’addestramento.

Ad oggi c’è un’importante novità per Claude AI ovvero la possibilità di effettuare ricerche in tempo reale su internet. Questo aggiornamento, mirato a migliorare l’affidabilità e la rilevanza delle risposte fornite, è simile a quanto già offerto da OpenAI con il suo ChatGPT tramite la funzione Search GPT e da Google, che con il suo chatbot Gemini ha lanciato una modalità di ricerca profonda.

Quello che distingue Claude AI dai suoi principali concorrenti è l’approccio semplificato: non esiste infatti una funzione specifica che l’utente debba attivare per permettere al chatbot di cercare sul web. Claude AI accede autonomamente ad Internet quando lo ritiene necessario, una volta che l’utente ha attivato l’opzione di ricerca web nelle impostazioni del proprio profilo. In sostanza, l’IA raccoglie informazioni online in modo trasparente, rendendo il processo il più fluido possibile.

Tale integrazione rappresenta un passo importante per l’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa di Anthropic, una startup che ha già suscitato l’interesse di grandi come Google. Sul sito ufficiale, l’azienda ha spiegato come Claude Search possa rivelarsi utile in vari settori professionali: dai team di vendita, che potranno sfruttarlo per analizzare tendenze di mercato e individuare potenziali clienti, agli analisti finanziari, per monitorare l’andamento dei mercati. Anche i ricercatori potranno utilizzare la funzionalità per scoprire nuovi sviluppi e colmare lacune nei propri studi.

Dal punto di vista dei consumatori, l’aggiornamento permette a Claude AI di confrontare in tempo reale prodotti, prezzi e recensioni, aiutando gli utenti a prendere decisioni di acquisto più informate e consapevoli. Al momento, la funzionalità di ricerca web è disponibile in anteprima per gli utenti a pagamento negli Stati Uniti, con l’intenzione di estenderla anche agli utenti gratuiti e in altre nazioni nei prossimi mesi.