Ue pronta alla risposta sui dazi Usa: reazione in due fasi entro aprile

Ursula von der Leyen

Una risposta rapida, ma calibrata. L’Unione Europea si prepara a reagire ai dazi annunciati da Donald Trump, con un piano articolato in due fasi da attuare entro fine aprile. A Bruxelles, il clima è quello delle grandi occasioni, ma anche delle grandi emergenze: l’ipotesi di una guerra commerciale con Washington preoccupa i vertici europei, che cercano di mantenere l’unità tra i 27.

La Commissione europea ha già avviato un confronto interno per stimare le perdite economiche e definire le contromisure. “Una risposta ci sarà, e sarà al momento opportuno”, è la linea ribadita dalla Commissione, in attesa dell’annuncio ufficiale da parte della Casa Bianca. Sul fronte politico, Bruxelles insisterà nel ribadire che i dazi sono dannosi per entrambe le sponde dell’Atlantico. Ursula von der Leyen lo ha ripetuto più volte: colpire i partner commerciali storici non serve a nessuno. Eppure, pur mantenendo aperta la porta del dialogo, la presidente della Commissione ha già intensificato i contatti con i leader europei, compresa la premier italiana Giorgia Meloni. L’obiettivo è uno: preparare una reazione condivisa e bilanciata.

Il piano prevede due passaggi. Il primo sarà l’immediata reintroduzione dei dazi su acciaio e alluminio, con la sospensione che non sarà prorogata oltre il 13 aprile. Il secondo arriverà entro fine mese, con una nuova ondata di contromisure, che colpiranno altri settori chiave per l’economia statunitense, in risposta al cosiddetto “giorno della liberazione dell’America”, celebrato da Trump con nuove tariffe.

Il Consiglio Ue Commercio, in programma lunedì a Lussemburgo, sarà decisivo per stabilire l’ampiezza della risposta. I 27 dovranno trovare un equilibrio tra fermezza e pragmatismo. Le divergenze restano, ma von der Leyen punta a un compromesso “che scontenti tutti nella stessa misura”. In parallelo, la Commissione valuta un piano di sostegno per i settori più colpiti, in particolare l’agroalimentare.

Anche il Regno Unito, ormai fuori dall’Unione, segue da vicino l’evoluzione del confronto. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato che Londra è “pronta a ogni eventualità”. La replica ufficiale dell’Ue verrà diffusa mentre i vertici comunitari saranno in viaggio verso l’Uzbekistan, per il summit con gli Stati dell’Asia Centrale. Un simbolo della nuova strategia europea: diversificare i partner, ridurre le dipendenze e affrontare una stagione in cui neanche il più stretto alleato sembra più affidabile come un tempo.