Il cerchio rotto director’s cut, thriller psicologico firmato dalla regista Sarah Revoltella, è già un caso internazionale. Dopo aver ricevuto premi e selezioni in festival prestigiosi come il Tokyo International Cinema Awards, il LA Independent Women Film Awards e il London International Filmmakers Festival, il film arriva in Italia con un’etichetta forte: vietato ai minori di 18 anni. E così cresce l’attesa per l’esordio in sala, previsto per l’8 aprile a Padova al cinema Multiastra, dalle 20.45.
Una classificazione che riflette la potenza disturbante dell’opera, capace di intrecciare una narrazione cupa con una riflessione feroce sulla società contemporanea. Il cerchio rotto director’s cut racconta la storia di Andrea, un ragazzo appena rientrato dall’estero, che entra a far parte di un gruppo di ventenni attratti dalla trasgressione. Il leader del gruppo, Fabio, organizza una cena che sfocia in un crimine efferato: l’uccisione di Francesca, servita come piatto principale. Quando la verità viene rivelata, nessuno denuncia l’accaduto. I giovani decidono invece di coprire tutto, legandosi a una spirale di menzogne e violenza che li trascina in un gioco mortale di roulette russa.
Con uno stile visivo potente e una struttura narrativa spietata, Revoltella affronta i temi dell’alienazione, del bisogno di approvazione sociale e del lato oscuro dell’appartenenza. “Ho voluto esplorare una società che predica la visibilità a ogni costo – spiega la regista –. Il film è una discesa nell’orrore, ma anche una critica psicologica e sociale”.
Sarah Revoltella, regista, artista e scrittrice, è una figura di spicco nel panorama culturale italiano. Le sue opere, come la performance Io Combatto presentata all’Arsenale di Venezia o l’armatura di vetro La difesa oggi esposta a Palazzo Ducale, parlano di società, potere e identità. Il film Il cerchio rotto director’s cut, tratto dall’antologia Macedonia (Zel Edizioni, 2010), conferma il suo talento nel coniugare estetica e contenuto, portando il cinema indipendente italiano a un pubblico internazionale.
Nonostante il divieto ai minori, la pellicola continua a raccogliere consensi all’estero, dove la forza espressiva del film è stata premiata per la sua capacità di scuotere e far riflettere. In Italia, invece, Il cerchio rotto director’s cut entra nel dibattito culturale con una domanda provocatoria: quanto spazio c’è oggi per il cinema che osa?